Che fare questo il marito non ha camminato e non ha bevuto

quando ti senti triste ricordati questo, specialmente la fine 👆

Dove rivolgersi se il marito ha un delirium tremens

Questo racconto di Il Marito di Laura è stato letto 7 9 8 5 volte. Siamo rimasti ospiti qualche giorno in casa sua, con vista sulle Alpi svizzere, a poca distanza dal lago e, siccome il figlio minore era ancora in vacanza con la madre, Daniele ci ha messo a disposizione la sua camera con letto matrimoniale, mentre lui avrebbe dormito nel letto a castello in camera dei ragazzi, insieme che fare questo il marito non ha camminato e non ha bevuto figlio adolescente, Lorenzo, che in quei giorni ha iniziato a lavorare in un centro commerciale della zona.

Il giorno seguente al nostro arrivo ci ha portato in una spiaggetta ben curata sul lago Maggiore, noi due persino più bianchi degli svizzeri, Daniele invece un po' più abbronzato, non sfigura affatto in costume, col suo fisico asciutto, adesso ha iniziato anche ad allenare una squadra di calcio giovanile e si vede che si mantiene in forma, mentre io e Laura mostriamo un po' di pancetta, anche se nel complesso non siamo da gettar via.

La sera, dopo aver cenato e bevuto il vino che avevamo portato dall'Italia, siamo rimasti ancora un po' a chiacchierare, fumare e bere grappa, fuori al balcone, mentre Lorenzo guardava qualcosa al computer e poi se ne andava a dormire, stanco del nuovo lavoro. A Daniele, Laura è sempre piaciuta, fin da quando si andava al mare insieme al Circeo e a lui cadevano gli occhi sul topless di lei, mentre io mi compiacevo della sua ammirazione.

Ancora adesso hanno un buon che fare questo il marito non ha camminato e non ha bevuto e dialogano tanto e volentieri. Diciamo che si trovano molto simpatici e anche per che fare questo il marito non ha camminato e non ha bevuto Daniele è più che un caro amico.

C'è da dire che noi non siamo rimasti con le mani in mano durante il nostro soggiorno, sgravandolo un po' dal cucinare e rassettare. Verso mezzanotte anche io e Laura ci ritiriamo in camera, mentre Daniele si stende sul divano a vedere la TV. Sono curioso. Io, intanto, spenta la luce grande e acceso l'abat-jour sul comodino, mi siedo sul bordo del letto a godermi il suo vestirello, quindi l'attiro a me e comincio a baciarle l'inguine, mentre le stringo le chiappe con le mani e lei mi carezza i capelli.

Vi prego, datemi una mano. Per favore, solo una mano amica, cosa vi costa? Nel frattempo Daniele si era richiuso la porta alle spalle e avvicinatosi al letto, ora si stava calando giù i pantaloncini dai quali balzava fuori un discreto attrezzo, ancora non del tutto in tiro, ma già bello turgido.

Ho un'erezione mostruosa e devo togliermi le mutande. Laura intanto s'è chinata e ha preso a leccare il bastone di Daniele, ora in completa erezione, mentre lui le fruga sotto il reggiseno. Le vado dietro e, scostato il perizoma, infilo di prepotenza il mio cazzo in tiro nella sua fica bagnatissima. Non so per quanto la scopo alla pecorina, titillandole il grilletto, mentre lei succhia l'uccello di Daniele che, seduto sul bordo del letto, emette flebili che fare questo il marito non ha camminato e non ha bevuto e palpa a due mani le sue tette.

Laura gode una prima volta, trattenendosi dal gridare forte per via del figlio di Daniele che dorme nell'altra stanza, io starei quasi per venire, ma mi freno, lo tiro via e propongo di cambiare posizione. Mi stendo quindi sul letto con la testa verso il bordo e faccio salire mia moglie su di me, per un 69, lasciando sporgere il suo splendido culo dal letto, richiamo irresistibile per Daniele, che accorre pronto ad infilare il suo cazzone sempre più gonfio nella fessa fradicia.

Dal di sotto e da vicino, guardo quella notevole mazza stantuffare la fica accogliente di Laura che, ad ogni suo colpo, inarca la schiena, mugola e mi succhia più forte l'uccello. Io slinguazzo il suo clitoride e accarezzo le palle di Daniele. Odori di sessi diversi si confondono nelle mie narici. Ha percepito che Daniele sta per venire, geme quando lui le strizza i capezzoli, io accompagno i colpi poderosi con la mano sulle sue palle.

Continuo a leccarle la fica con ancora il cazzo di Daniele dentro, che fare questo il marito non ha camminato e non ha bevuto adesso si muove lentamente, lasciando colare un po' di sborra sulle palle. Quando decide di sfilarsi, che fare questo il marito non ha camminato e non ha bevuto fiotto di umori mischiati mi cola sulla guancia.

Mi svincolo e faccio stendere Laura sulla schiena, le allargo le gambe e me la scopo alla missionaria, con la fica ancora piena della sborra di Daniele, e mentre ci baciamo appassionatamente, arriviamo all'orgasmo quasi nello stesso istante, che per lei è il terzo. Daniele intanto s'era disteso al suo fianco e le aveva guidato la mano sul suo cazzo turgido, che ora era ben stretto nella mano di Laura.

Dopo una breve puntata in bagno, ci ritroviamo in tre nudi distesi sul lettone di Daniele, Laura in mezzo. Daniele ci ringrazia di cuore, lei risponde maliziosamente che è stato un piacere e, tempo altri dieci secondi, sprofonda in un sonno profondo. Girandosi sul fianco, Laura offriva il suo culo nudo di volta in volta a Daniele e a me, che dopo un po', sentendo sul pisello il contatto con la pelle delle sue chiappe, reagisco con una nuova erezione nel dormiveglia.

Lo stesso immagino sia accaduto a Daniele dall'altro lato del letto, tanto più che lui aveva ancora un notevole arretrato da smaltire. Fatto sta, che, verso le prime luci dell'alba, vengo svegliato dai gemiti e i sussulti di Laura, che stava facendosi nuovamente trombare da Daniele.

Lui la teneva stretta per le tette, mentre lei con gli occhi chiusi si godeva le sue spinte progressive. E accarezzandole il clitoride umido, ho accompagnato il ritmo della loro scopata mattutina, mentre la sua mano cercava il mio cazzo e la sua bocca mi baciava avidamente. Ci siamo riaddormentati quasi all'istante, senza nemmeno cambiare posizione, Che fare questo il marito non ha camminato e non ha bevuto con il cazzo dentro la fica di Laura, che stringeva in mano il mio uccello bagnato.

Dopo un po' l'abbiamo raggiunto in cucina, grati che ci avesse preparato la colazione. Gliene sarà reso eterno merito. Quel giorno Daniele ci ha portati a fare un'escursione in Val Verzasca, dove c'è una diga artificiale alta più di duecento metri, da cui è possibile fare il bunging jumping con l'elastico, pagando appena franchi.

Abbiamo passeggiato un po' sulla diga gustandoci quei lanci da brividi, poi abbiamo proseguito lungo la valle, seguendo le pittoresche gole del fiume, che forma cascatelle e laghetti, prima di sfociare nel bacino della diga. Ci siamo comportati tutti e tre come se nulla fosse accaduto, con la massima disinvoltura e normalità, se si eccettua un momento in cui Laura ci ha preso entrambi per mano mentre passeggiavamo sulla diga, ed un altro quando Daniele le ha messo il braccio sulle spalle e hanno camminato abbracciati per un tratto.

Siano rincasati nel tardo pomeriggio e dopo una doccia veloce, io e Laura ci siamo messi ai fornelli. Dopo cena siamo usciti per un salto a Locarno, dove si svolgeva l'omonimo film festival, mentre Lorenzo è rimasto in casa a guardare la TV.

Laura s'era messa l'ultimo vestitino estivo acquistato, con la gonna appena sopra al ginocchio, truccata, profumata e lo smalto rosso alle unghie delle mani che fare questo il marito non ha camminato e non ha bevuto dei piedi, come piace a me. Dal parcheggio fino al lungolago abbiamo camminato a braccetto, Daniele a destra, io a sinistra e Laura in mezzo. Ci siamo seduti a mangiare un gelato su una panchina di fronte al lago in cui si rispecchiavano le luci dei paesini del versante opposto, poi Daniele ha fatto dei simpatici apprezzamenti sulla gonna di Laura, che era notevolmente risalita sulle sue gambe accavallate.

Lei sembrava gradire. Chiacchierando del più e del meno abbiamo passeggiato pigramente per il centro cittadino osservando le vetrine e verso mezzanotte siamo ritornati a casa. Lorenzo stava già dormendo nella sua camera, anche se aveva lasciato la TV accesa. Io e Daniele ci siamo versati un bicchierino di grappa e siamo usciti a fumare una sigaretta in balcone.

Laura non dice nulla, dopo un po' si alza e se ne va in camera. Anche se a volte l'appetito vien mangiando. Lui non se lo fa ripetere, dà un ultimo sorso alla sua grappa e s'avvia in bagno, ne esce dopo pochi minuti per entrare nella camera da letto, dove stava Laura già da un quarto d'ora. Io rimango a fumare un'altra sigaretta mentre finisco la mia grappa, quindi vado in bagno a mia volta, fremendo internamente al pensiero di cosa stava accadendo in camera.

Mi spoglio e mi sistemo nell'angolo rimasto libero del letto. Dopo un bel po' che si dava da fare con gusto a succhiare e leccare quel cazzo bello e duro, lei si alza e ci si va a sedere sopra, lo orienta sulla fica e si impala con un gemito di piacere, cavalcandolo dapprima con movimenti lenti, poi via via più decisi e sciolti, che le fanno ciondolare le tette.

Daniele strizza con le dita entrambi i capezzoli, eretti come non mai, e lei lo lascia fare, invece a me dice sempre che non riesce a resistere — la troia. Lui era davvero infoiato e che fare questo il marito non ha camminato e non ha bevuto fotteva con passione e determinazione, la baciava in bocca e teneva le mani sotto le sue chiappe.

Lei gli cingeva con le braccia il collo, accompagnava con il bacino il suo ritmo, mugolava ed aveva inarcato la schiena fino ad incrociare le gambe dietro di lui. Entrambi gemevano e ansimavano all'unisono, io mi carezzavo il cazzo, durissimo, mentre il cuore mi batteva forte in gola. Non so quanto è durato quell'amplesso, né quante volte abbia goduto Laura, so che alla fine è venuto Daniele, con un gemito prolungato, eiaculando caldi fiotti di sperma nella vulva inturgidita della mia dolce metà.

Dopo l'orgasmo, si sono entrambi rilassati, lui continuava a muoversi, ma molto più lentamente, mentre le baciava il collo e le tette, tenendole le mani tra i capelli. Lei aveva gli occhi socchiusi ed emetteva languidi sospiri.

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