La madre beve i soldi non sono presenti

Siamo Noi - Mario, storia di un alcolista

Attacco dopo alcolismo

Questo racconto è stato scritto dopo notevole meditazione e soprattutto dopo molti anni dal periodo temporale cui si riferisce. Protagonista mia madre che all'epoca dei fatti aveva circa 40 anni. Naturalmente alla fine del racconto alcuni di voi rilasceranno dei commenti, commenti da me attesi e ben accetti ed è chiaro che magari qualcuno esprimerà dei giudizi sulla morale di mia madre poco lusinghieri!

Quello che chiedo è di esprimersi sempre in termini non volgari, anche se ognuno tecnicamente potrà anzi dovrà, se lo vorrà, dire quello che pensa su di lei, anche commenti pesantissimi. Chiaramente la madre beve i soldi non sono presenti frasi non saranno esattamente uguali a quando furono pronunciate, anche perchè, dopo molti anni, le esatte parole vengono dimenticate, ma il succo sarà narrato per intero.

Corona, un uomo sulla sessantina, un po' grasso e stempiato, la madre beve i soldi non sono presenti ed eclettico.

Lei teneva molto a fare bella figura col nuovo Direttore, anche perchè anche lei era in odore di promozione e chiaramente voleva farsi notare. A cena sentivo gli occhi degli uomini presenti nella sala sopra di lei, molti le sorridevano, qualcuno ammiccavano e molti sicuramente scambiavano commenti tra di loro; sicuramente tutti i maschi presenti l'avrebbero voluta qualche ora a disposizione!

Direttore: scusate ma stasera la signora Celeste la voglio accanto, tutta per me, capito? Mia madre: Direttore ogni suo desiderio per me è un ordine Lui era molto gentile e galante, le versava da bere, le chiedeva se era tutto a posto, le accendeva qualche sigaretta mia madre fumava Murattietc.

Ricordo che mentre andavo in bagno sentii uno dei camerieri che diceva all'altro: minchia l'hai visto che pezzo di sticchio al tavolo dei bancari? Mia madre: dai Ciccetto, smettila, al Direttore queste cose non interessano!

Direttore: Celeste, posso darti di tu vero? Direttore: Celeste domani passa dal mio ufficio che ne parliamo; a che vieni dovresti farmi una cortesia, dovresti passare in lavanderia a ritirare alcuni capi a mio nome Mia madre: certo Direttore, ci mancherebbe, le ripeto ogni suo desiderio è un ordine La cena si svolse normalmente con mia madre sempre vicina al Direttore che più volte, durante la serata, le mise le mani sulla spalla, ai fianchi, le fece qualche carezza, le prese la mano, etc.

Si concluse verso le 23 e poi io tornai a casa con mia madre. Il secondo episodio si riferisce ad una sera circa un mese dopo; mia madre era uscita per una cena di lavoro con i colleghi. Verso le Vidi chiaramente il Direttore alla guida e mia madre al lato. Si fermano, accendono una sigaretta e parlano cordialmente: si vede che mia madre ride alle sue battute. Ad un certo punto il Direttore spegne la sigaretta e si volta verso di lei.

Le accarezza i capelli mormorandole qualcosa, poi la prende per la nuca e l'avvicina a se; mia madre si gira di lato istintivamente per scansarsi, lui la madre beve i soldi non sono presenti ancora qualcosa, le sorride, le rigira la testa e la poggia sul poggiatesta del sedile; le poggia le labbra sulle sue. In quel momento mia madre avrà sentito forte il suo alito e lui quello di lei.

Parte un bacio, lungo, sensuale: mia madre con occhi chiusi e la nuca appoggiata al sedile, la bocca ben larga ed il direttore che le gira la lingua in bocca.

Immaginai subito le loro lingue grondanti di saliva che lottavano in modo irrefrenabile, attorcigliandosi vicendevolmente dentro le bocche; mia madre che aveva allargate le labbra ed aperta completamente la bocca, adesso aveva ricevuto dentro la calda ed umida lingua del Direttore, lasciando che le pennellasse con cura tutta la superficie umida del cavo orale e del palato; durante il bacio in bocca sicuramente il Direttore leccava e succhiava con avidità e decisione e ritmicamente immetteva abbondante saliva calda e vischiosa dentro la bocca di lei costringendola ad assaporarla, per poi ingoiarla avidamente.

Sicuramente a mia madre piaceva la sua saliva, si vedeva che la gustava prima di ingoiarla. Terminato il linguettone, si staccano. Lui ci prova ancora, ma lei si svincola, si vede chiaramente che lo saluta cordialmente ed esce dalla macchina con un mazzo di rose rosse.

La macchina riparte, mia madre gira l'angolo e getta le rose nel cassonetto, quindi sale a casa. Chiaramente ero eccitato da una parte, arrabbiato dall'altra. Quella sera la spiai dal buco della serratura del bagno, non era la prima volta. Si strucco e fece una doccia. Si mise del profumo, evidentemente si stava preparando per andare a letto con mio padre.

Andai a letto e mi masturbai pensandola col direttore. Pensai che probabilmente avevano una relazione Il terzo episodio accadde la domenica successiva, in occasione di un week and al mare. Io andai a letto verso le Mio padre l'accolse sotto le lenzuola. Fecero l'amore ed io ascoltai il loro mugugnare sotto le lenzuola. Un paio di settimane dopo ci fu un'altra cena di lavoro questa volta in grande, al circolo sul mare. C'era anche un mio compagno di scuola la cui madre era collega della mia.

Dopo cena il ed il mio compagno ci allontanammo per fumare di nascosto. Ad un tratto vedemmo mia madre ed il Direttore che si appartavano nella zona delle cabine: restammo immobili ed in silenzio.

Compagno: ma quella non è tua madre? Io: si è lei, ma la madre beve i soldi non sono presenti stanno andando? Compagno: ma chi è quello che la tiene per mano? Io: no, è il suo Direttore, sono amici, nulla di quello che pensi! La notte era fresca anche se un po' umida. Lui la teneva per mano, poi le cinse i fianchi e le parlava a bassa voce; lei era vestita più o meno come la volta precedente, stessi gioielli.

Il Direttore da esperto seduttore e puttaniere, abituato a sedurre mogli infedeli, capace di fiutare a mille miglia una donna disponibile a darsi per ottenere agevolazioni sul lavoro, sapendo quanto mia madre tenesse alla promozione, consapevole che il cedimento era ormai prossimo, spinse la sua lingua tra le sue labbra; lei sentii il suo alito desiderabile ed il calore del suo corpo; aprii leggermente la bocca dimostrando la madre beve i soldi non sono presenti minimo segno di cedimento alla tentazione.

Iniziarono a limonare come pazzi; aveva ceduto ancora una volta al Direttore! Compagno: minchia ma che stanno facendo? La sta baciando? Io: ma dai che sei arretrato E' una tenerezza! Che credi, mia madre una donna fedele, tutta casa e chiesa Si vedeva bene che a mia madre piaceva la sua saliva, la gustava a fondo prima di ingoiarla. Compagno: minchia che minne che ha tua madre! Io: dai smettila e stai zitto che ci sentono! Direttore: madonna che vacca che sei Celeste; dimmi che sei la mia troia e che sei una grande zoccola e puttana!

Direttore: fammi succhiare le tette e mentre lo faccio pensa a tuo marito; chissa quanti maschi le hanno ciucciate! Poco dopo le tolse le mutandine e rimase completamente nuda davanti a lui! Direttore; adesso voglio leccarti lo sticchio! Mia madre: dai non farmi più aspettare, non resisto, accomodati! Io la madre beve i soldi non sono presenti il mio compagno eravamo come paralizzati ma nello stesso tempo costretti ad assistere nel buio e nel silenzio.

Iniziammo ad eccitarci e senza molti scrupoli a segarci. Compagno: minchia che troia tua madre Minchia come glielo leccherei lo sticchio! Io: a chi lo dici Mia madre: madonna, come lecchi la fica tu non me l'ha mai leccata nessuno Attraverso le mutande si intravedeva un arnese di notevoli dimensioni Mia madre: mamma che uomo che sei, è enorme, questa è una proboscide Il Direttore: allora vuoi il mio cazzo! Direttore: dai, adesso succhialo Compagno: minchia che pompinara Io: cerca di essere più rispettoso!

Compagno: ma che rispettoso, non vedi come succhia! Non credevo ai miei occhi Il Direttore muoveva il bacino tra le cosce di mia madre ritmicamente ed a ogni colpo di reni, il fallo dell'uomo le penetrava a fondo dentro la vagina ormai dilatata, fino a sbattere contro l'utero e la forza trasmessa da ogni colpo di reni si trasmetteva al corpo di lei che sobbalzava in dietro secondo un ritmo sicuramente non lento, neanche veloce, ma certamente armonico e costante; ogni colpo di reni mia madre sobbalzava in dietro, le sue mammelle sobbalzavano anch'esse e anche i gioielli sobbalzavano indietro in un gioco ritmico e simmetrico!

La madre beve i soldi non sono presenti le mani l'uomo le accarezzava tutto il corpo soffermandosi a palparle le tette; un paio di volte le diede un paio di schiaffi sulla faccia, non violenti, anche se fastidiosi a vedersi Mia madre: ah che bello, dai fottimi, fottimi, sono la tua troia, la tua cagna in calore, la tua pulla Mia madre: no, nel culo no!

Il Direttore: sei vergine di culo? Era strano vederla nuda, alla pecorina, con un estraneo che la penetrava da dietro, montandola energicamente Mia madre: ah si la madre beve i soldi non sono presenti piace alla pecorina, dai fottimi, fammi sentire troia Ad ogni colpo di la madre beve i soldi non sono presenti del Direttore, vedevo una vibrazione superficiale delle mammelle, i capelli anch'essi si muovevano, ma soprattutto le perle sul petto si muovevano avanti e indietro in modo matto.

Con le mani il Direttore le accarezzava tutto il corpo soffermandosi a palparle energicamente le tette; un paio di volte insalivate le mani con la propria saliva, le passava sulle tette spalmandole a dovere! Il Direttore: vedo che stai godendo puttana che sei! Cerca di venirtene presto puttana Il Direttore ancora non veniva e continuava a montarla.

Mia madre: voglio che te ne vieni, dai, vienimi dentro, trattami da puttana Direttore: vengo, vengo, ti sto riempiendo brutta zoccola Subito dopo la copula si staccarono a si distesero supini sulle sdraio uno accanto all'altro; mia madre sudata prese una Muratti dalla borsa e l'accese; vidi che dalla sua fessura usciva la madre beve i soldi non sono presenti rivolo di sperma Il Direttore: scusa per le parolacce, ma sai, era la foga del momento O simulavi per farmi contento?

Mia madre: si certo che ho goduto! Il Direttore: senti parlami un po' di te, ti va?